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| marzo
2001 |
| La fatturazione
del Gruppo Azkoyen nell'anno 2000 si è incrementata
del 12,3% (23.866 milioni di pesetas) |
Il Gruppo Azkoyen migliorò le proprie vendite del
12,3% durante l'esercizio relativo all'anno 2000, raggiungendo
una fatturazione consolidata di 23.866 milioni di pesetas
(143,4 milioni di euro). Le vendite sui mercati esteri
registrarono un maggior incremento (20,9%) di quelle realizzate
in Spagna (+ 7,9%). I profitti al lordo delle imposte
si sono ridotti di un 3,9%, migliorando sensibilmente
quelli registrati nel terzo trimestre dell'anno.
Il volume d'affari relativo alle esportazioni raggiunse
il 8.708 milioni di pesetas (52,3 milioni di euro), importo
che consolida la posizione di Azkoyen sui mercati internazionali
fino al punto in cui le esportazioni ora rappresentano
il 36,5% delle vendite totali del Gruppo.
I profitti ottenuti al netto delle tasse sono stati di
1.583 milioni di pesetas (9,5 milioni di euro).
Gli investimenti realizzati sull'immobilizzato hanno superato
i 1290 milioni di pesetas (7,77 milioni di euro) e le
spese nella R+S, del resoconto dei risultati dell'esercizio,
hanno raggiunto i 1.139 milioni di pesetas (6,8 milioni
di euro). Lo scorso mese di dicembre, gli azionisti della
Azkoyen (21.337.500 titoli con un valore nominale di 100
Pesetas/060 euro) ricevettero 15 pesetas lorde (0,09 euro)
per azione, come dividendo a conto dell'esercizio 2000.
Nei primi giorni del 2001, il Consiglio di Amministrazione
della Azkoyen approvò una riordinamento delle sue
società industriali e commerciali (nove complessivamente)
a tre solamente che si configurano come unità d'affari
con autonomia patrimoniale, finanziaria e di gestione:
Azkoyen Industrial, Azkoyen Medios de Pago e Azkoyen Comercial.
Gli analisti specializzati hanno valutato molto positivamente
questa decisione, che dicono, migliorerà la posizione
del Gruppo nel mercato globale e la sua capacità
competitiva. Durante i primi due mesi del presente anno,
la quotazione delle azioni della Azkoyen hanno registrato
un incremento superiore al 41%, posizionandosi tra i dieci
valori del mercato continuo con maggior rivalutazione,
dallo scorso 1 gennaio.
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